Viaggio nel Cuore della Transizione

Un viaggio mosso da intenzioni personali: incontrare e confrontarsi con i propri limiti, paure, ma soprattutto con i propri sogni e con la possibilità di realizzarli.
Il viaggio vuole essere l’inizio di un percorso per trovare piena fiducia
nella possibilità che questa sia l’epoca storica del cambiamento e che noi,
e quindi anche tu che leggi, siamo gli autori di questa evoluzione e rivoluzione
dell’Amore e del Cambiamento!!

Il viaggio è anche un primo step di una progettualità che nasce dall’esigenza di “fornire uno strumento in grado di valutare lo stato di resilienza, la sostenibilità e lo stato di benessere di un individuo e di una comunità, al fine di pianificare, avviare e sostenere processi di transizione, partendo da una fotografia più precisa dello stato d’essere ed individuando possibili strategie di cambiamento.“.
Con il viaggio si vuole iniziare a fare visita ad alcune realtà/comunità italiane(ecovillaggi, aziende agricole, centri di ricerca ecc..), identificare punti di forza e debolezze del progetto, iniziare una raccolta dati, costruire possibili collaborazioni, allargare e consolidare la Rete già esistente!

Paolo, Santosh e Sergio sono i protagonisti di questo viaggio che parte dalla Brianza a inizio Giugno, e li vedrà attraversare l’Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, per poi risalire verso l’Umbria, la Toscana e fare ritorno verso fine Agosto, con la certezza che la nostra casa e la nostra famiglia sarà più grande e ricca di quando siamo partiti!

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Molte tappe del viaggio sono state programmate prima della partenza, ma tante altre verranno suggerite dagli incontri e dai racconti!

Un quarto compagno di viaggio che non possiamo dimenticare è “Massi Maltese”, che sarà più di un semplice compagno, sarà una casa, una dimora che impareremo a conoscere, vivere, proteggere e condividere!

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Diamo forma ai nostri sogni!

Con questo articolo si chiude questo primo Viaggio nel Cuore della Transizione, ed in questo caso non scriverò a nome del gruppo, ma direttamente come Paolo, portandovi le miei personali riflessioni sul viaggio, pur certo di avere nei miei pensieri e nelle mie parole anche lo spirito di chi ha viaggiato con me, di coloro che ci hanno salutato alla partenza e all’arrivo e dei tanti cuori che abbiamo incontrato in questo meraviglioso cammino.

Sono partito portandomi nel cuore i miei e i vostri sogni, le mie e le vostre paure. L’esperienza di incontro con tante storie e vissuti, tante famiglie, tanti uomini, donne, bambini, giovani, di qualsiasi estrazione sociale, di diversi periodi storici, con diverse motivazioni, mi fanno serenamente sentire e dire che non esiste sogno che non si possa realizzare e paura che non possa essere affrontata.

Forse è solo sufficiente smettere di giocare di voler cambiare il mondo e gli altri e avere il coraggio di cambiare la propria vita, abbandonando quelle paure con cui ci siamo lasciati: paura della dipendenza da un sistema economico, paura che sia troppo tardi, di affidarsi e fidarsi degli altri, la paura di non riuscire, la paura di non riuscire a condividere con le persone che amiamo uno stesso progetto, la paura di lasciare andare ciò che non ci serve e non ci rispecchia, la paura di morire, la paura che la propria voce non venga ascoltata, la paura di fermarsi a sognare un mondo “impossibile”da vivere, paura di non riuscire a cambiare, di dover scegliere tra cielo e terra, paura di non trovare l’amore.

È incredibile come rileggendo queste paure, sento di aver trovato esperienze che mi hanno dato risposta per ognuna di esse, nessuna di queste paure è tale da non poter essere affrontata e ho incontrato chi non solo è stato capace di trasmettermi la forza per crederlo, ma mi ha dato modo di vedere strade concretamente percorribili.

Mi sono trovato a confrontarmi con il significato di molte parole e ora vivono dentro di me con nuove forme. Ho vissuto e ritrovato il significato di parole come giustizia, resistenza, felicità e serenità, intuizione e ascolto, ideali e sogni, comunità e leadership e tante altre ancora, tra le quali, forse, la parola più importante, VITA.

È incredibile sapere che accettati i propri limiti e quelli del nostro tempo, consapevoli e sereni che non esiste altro mondo e altro tempo in cui vivere e in cui dare forma ai nostri sogni, non ci resta che camminare con fede e dare vita al nostro sogno.

Con queste consapevolezze tanto vale sognare in grande e lasciare che il nostro singolo sogno trovi la sua forma insieme ai sogni degli altri. Da questo viaggio ho sicuramente trovato nella vita comunitaria un modo di portare avanti un processo di evoluzione personale e collettivo, essere di minor impatto sulla nostra casa comune, sperimentare nuovi modi di comunicare per poter amare ed essere amati, godere dei privilegi che solo la vita comunitaria ti offre e accettare di volersi migliorare quotidianamente confrontandosi con i propri specchi. Ognuno può trovare la sua forma di comunità, dalla singola persona o famiglia capace di creare forti relazioni intorno a sé, con i vicini, il quartiere, gli amici, ad una comunità di uomini, donne e bambini che condividono stessi spazi, beni e risorse.

Sapendo riconoscerci umilmente con il nostro passato, la nostra cultura, i nostri limiti, con le nostre competenze e talenti, potremo trovare forma concreta al nostro sogno.

Come? Abbiamo tutti gli strumenti per farlo, strumenti di facilitazione, metodi decisionali, strumenti di progettazione, modalità di comunicazione, ma è molto più facile proporgli agli altri che su noi stessi. Invece lo sforzo sta nel adoperarli su noi stessi, esercitarli sulla nostra vita, con la nostra famiglia, con la comunità che ci circonda. Probabilmente potrebbe essere “interessante” iniziare a farlo da oggi, con quello che abbiamo!

Probabilmente i più grandi idealisti e sognatori della storia hanno sempre avuto piedi ben poggiati a terra. Altrimenti risulterebbe difficile camminare. No?:-)

Che aspettiamo ad iniziare? Diamo forma concreta ai nostri sogni, oggi, qui, con chi condividiamo la nostra vita!

Io inizierò a camminare con la mia famiglia, i miei amici, con la comunità locale, con Progetto Co-Scienza e soprattutto con me stesso, il mio cuore e i miei sogni.

ONE LOVE!!!

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Fattoria senza padroni!

13-16 Agosto: Bagno a Ripoli (Firenze) – Toscana

Passiamo dall’esperienza di Bagnaia fortemente radicata e solida, a un giovane seme investito da intemperie, gelate, aride estati.

Un seme raro, che probabilmente non si vedeva da molto in Italia, un seme forte di valori che necessitano però di essere difesi, un ritorno di giovani alla terra e alla politica, quella fatta con il cuore, con il sudore, non quella dei voti e delle poltrone.

 

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A Mondeggi Bene Comune si cerca di evitare la svendita del patrimonio pubblico di beni che gli italiani avevano affidato ai loro amministratori e che questi non sono stati in grado di gestire.

Una rete di studenti, agricoltori, professori, architetti, semplici cittadini uniti in difesa del fatto che i terreni agricoli pubblici diventino beni comuni, gestiti dalle comunità locali secondo percorsi decisionali partecipati e principi di sostenibilità, impegnati nel creare una coscienza comune(che possa raggiungere gli amministratori) nel non proseguire  nel tentativo di svendere i terreni a privati.

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Questo intento si traduce in un presidio cittadino e contadino a Mondeggi, con lo scopo di ridare vita ad un’azienda agricola in abbandono da anni. Si sperimenta la vita contadina, la produzione di sementi antichi, la gestione di animali e la gestione condivisa di vigneti e uliveti, chi si assume l’impegno di essere residente sperimenta la vita comunitaria, la necessità di trovare strumenti e linguaggi comuni.

 

 

Un luogo di sperimentazione, dove competenze studiate sui libri, principi di cui ci si riempie spesso solo la bocca, trovano a dover prendere forma concreta, a dover diventare scelta ed azione, dove il prendersi cura delle terre abbandonate, diventa cura delle anime e scuola per un Futuro Comune!

 

La comune che ha fatto la storia!

10-12 Agosto: Ancaiano, Sovicille (Siena) – Toscana

Per le ultime tappe del viaggio, si aggiunge Giulia, la sorellina di Paolo. Una coppia di viaggio rodata da un’intera vita. I due si dirigono verso Siena, consapevoli di andare a scoprire una realtà che ha fatto la storia delle comunità e degli ecovillaggi in Italia.

 

La Comune di Bagnaia rappresenta da circa 40 anni un esempio solido e funzionante del fatto che sia possibile abbattere i muri creati da interessi personali ed egoistici, paure, credo religiosi, schemi economici, culturali e sociali e vivere con gioia la condivisione di beni, soldi, spazi e risorse.

A Bagnaia possiamo assaporare tutti i privilegi che solo la vita comunitaria può darti: una forte rete di relazioni capace di esserti di supporto materiale e immateriale; raggiungere un’autosufficienza alimentare ed energetica; poter godere di alimenti ottimi e sani; ridurre notevolmente l’impatto sull’ambiente; poter essere custodi e non schiavi della terra, i tempi degli animali e delle piante non rappresenterà un vincolo quando c’è sempre qualcuno che potrà sostituire l’altro nella loro cura. Dimostrano non solo che la convivenza sia possibile, ma che il percorso con il quale si affrontano le difficoltà rappresenta uno momento di crescita personale e collettiva.

Troviamo una dimensione comunitaria nella quale non viene limitata la libertà alla crescita personale, al punto che la comunità è in grado di accogliere e se necessario incentivare anche percorsi personali che possono portare a uscire dalla comunità, proprio come dovrebbe fare una famiglia nei confronti dei propri figli e come una famiglia sono sempre pronti ad accogliere chi ritorna.

Rimaniamo positivamente impressionati dal respirare sia la grande fiducia verso un ingranaggio solido e ben funzionante, sia dalla massima libertà con cui i membri di Bagnaia si dimostrano critici ed autocritici verso le difficoltà che in ogni caso si incontrano. Troviamo grande semplicità e umiltà nel non sentire provenire da chi vive Bagnaia la certezza di rappresentare la soluzione, ma di essere parte di un percorso nel quale provano e in parte riescono a dare forma ai loro sogni e valori.

Ci siamo quindi lasciati abbracciare e accogliere dall’armonia e l’equilibrio che abbiamo respirato sin da subito in questo luogo speciale.

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Campanara non molla!

06-08 Agosto: Palazzuolo sul Senio (Firenze) – Toscana

Per terminare questo tour estivo mancano ancora alcune tappe: con macchina e tenda Paolo riprende la strada verso la  “terra di mezzo” tra Toscana ed Emilia per incontrare la comunità di Campanara che negli anni 80’ si insedia in una vecchia canonica annessa ad una chiesa sconsacrata e abbandonata come molti altri stabili presenti sul territorio.

Comunità nata dal desiderio di uscire da un sistema malato e cercare un luogo dove ritrovare l’equilibrio con la natura. Si scontra però con la difficoltà di una Regione che “proprietaria” dei terreni circostanti e di molti casolari lascia poco spazio per un ripopolamento, che avrebbe invece bisogno di un forte sostegno.

Una grande famiglia, 3 generazioni, nonna, figli e rispettivi compagni con l’energia e la fatica di crescere tanti stupendi bambini, una resistenza quotidiana, portata avanti con amore e rispetto per la vita, la terra, l’artigianato, l’arte.

Energie che si mescolano tra concretezza verso quello che c’è, senza illusorie aspettative, e speranze che resistono, visioni di progetti futuri.

Donne e uomini da cui trarre ancora una volta insegnamento, che sperimentano quotidianamente, in tutte le ore del giorno, per un’intera vita, una lotta per un cambiamento necessario e sempre più urgente. Grazie!

 

Il viaggio continua!

Questo viaggio, oltre a essere scoperta di incontri, è un viaggio personale e un’esperienza di vita comunitaria tra i viaggiatori stessi.

Salutando Corricelli, il trio Paolo, Santosh e Sergio (+ Massi Maltese) fanno rientro verso la Brianza chiudendo un primo ciclo di questo viaggio, raccogliendo tutto il vissuto della loro esperienza comunitaria di circa 2 mesi di convivenza strettissima, per dedicarsi a viaggi più personali. Un’esperienza di rara ricchezza, da cui i nostri 3 viaggiatori hanno e avranno molto da cui imparare, per una maggiore conoscenza di loro stessi e delle potenzialità e difficoltà della vita comunitaria, della condivisione di spazi, energie, sogni, aspettative, progetti.

I 3 viaggiatori, onorati di aver fatto questo viaggio con i compagni migliori che potessero avere, si salutano fino alla prossima avventura!

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Ma il viaggio non finisce qui e probabilmente non finirà mai.

Il bosco di Basilico, una casa di incontri!

01-04 Agosto: comune di Cantagallo (Prato) – Toscana

Attraverso una stradina impervia, il nostro compagno di viaggio Massi, riesce, superati 3 guardi, a portarci fino all’ecovillaggio di Corricelli (Associazione Basilico), dove ci accoglie Marco, e ci presenta lo straordinario gruppo, Enzo, Marilia, Anya, Edoardo, Linda, Andrea e Coffi, un mix di nazionalità, Italia, Francia, Venezuela, Germania, USA, Ghana.

Troviamo immediatamente una accoglienza stupenda, un energia avvolgente, delicata e armoniosa, una comunità di persone straordinarie, che hanno trovato la loro casa nel mondo e ancor prima in loro stessi, nella capacità di saper condividere la ricerca della libertà individuale nel rispetto degli altri, con amore e accoglienza per i diversi colori che ognuno porta con se.

Un insediamento comunitario che nasce nel bosco, con una prima grande cucina comune, roulotte, case di paglia, yurta e che, nell’arco di circa 10 anni, ha lentamente e con rispetto del luogo ristrutturato parte dei casali presenti. Scollegati dalla rete elettrica, solo due anni fa, hanno istallato un impianto fotovoltaico potendo dotarsi di elettricità almeno per l’uso di computer, collegamento ad internet, caricare i cellulari.

Nei giorni trascorsi a Corricelli, abbiamo avuto la fortuna di conoscere anche la comunità di Ca’ dei Venti (a pochi minuti di cammino), dove si concentrano personalità ricche di talenti, entusiasmo e energie tra cui referenti del RIVE(Rete Italiana Villaggi Ecologici) e del GEN(Global Ecovillage Network)!

Incontriamo poi i ragazzi e amici del progetto Paese Liberato, oltre 30 giovani che in circa un anno hanno visitato oltre 70 borghi alla ricerca di quello giusto per essere ristrutturato e ripopolato, e che fanno visita anche qui a un borgo abbandonato.

Sentiamo in questo luogo tutta l’energia di movimenti locali e globali, movimenti di generazioni diverse, movimenti storici e recenti, mossi probabilmente da diversi stimoli, ma che prendono sostanzialmente forma intorno a una medesima consapevolezza e coscienza, che è necessario intraprendere nuove strade che vadano oltre la sola evoluzione tecnologica, e che perseguano invece un’evoluzione umana.

Gruppo di acquisto terreni!

27-29 Luglio: località Murci fraz. di Scansano (Grosseto) – Toscana

Nella Maremma Toscana, a 6 km da Murci troviamo l’azienda agricola “Le Piane” gestita da Emanuele e la sua compagna.

Emanuele ci  spiega come il Gat(gruppo di acquisto terreni) società agricola Le Piane srl sia un esempio innovativo di gestione economica di una azienda agricola, che viene acquistata in maniere condivisa da almeno 50 soci, e che pur non volendo essere una realtà economica speculativa è una società di capitali che si basa necessariamente sul reddito. Non rappresenta invece un esempio di progettazione partecipata e di gestione condivisa.

Abbiamo incontrato un modo concreto per realizzare sogni che da soli sarebbero difficili da perseguire, ma ci chiediamo se può la condivisione economica di rischi e profitti essere un elemento sufficiente per il futuro. Quanto saranno altrettanto importanti elementi di co-progettazione e gestione partecipata? Una maggior capacità di cooperazione, comunicazione, convivenza ci permetteranno di raggiungere obbiettivi ancora più ardui e oggi impensabili?

La nostra ricerca continua….:-)

Resistenza appenninica!

22-24 Luglio: Pescomaggiore (Abruzzo) e Collalto Sabino (Lazio)

L’Appennino, spina dorsale della penisola italica, è malato e abbandonato e l’Italia si piega a terra.

Casali, piccoli villaggi, borghi invisibili sotto una natura che si riappropria dei suoi spazi.

La possibilità di nuovi stili di vita, la nascita di nuovi desideri ed esigenze, creò un rapido flusso migratorio verso le città, nell’arco di meno di un secolo è avvenuto il crollo del secolare sistema rurale, portando in molti casi a un totale abbandono degli antichi insediamenti e delle originarie attività agropastorali che, solo in alcuni casi, sono state parzialmente sostituite da attività di carattere turistico e residenziale, come vetrina di un mondo lontano, borghi che mantengono le sole vesti di un corpo defunto.

Ma il mondo dalle promesse di una crescita infinita, del sogno “americano”, sembra scricchiolare, e nuove sensibilità sembrano trovare spazio, dall’Italia della città del consumo qualcuno sembra tornare a guardare in alto e a volersi rialzare.

A Pescomaggiore, piccolo borgo di origini altomedioevali alle porte del Parco Nazionale del Gran Sasso, incontriamo Dario, giovane avvocato che nel 2007 decide di lasciare la vita cittadina e di trasferirsi nel borgo, che contava una quarantina di residenti., credendo nella possibilità di poter portare vitali energie di rinascita.

Ma gli eventi lo mettono di fronte ad una prova ancor più difficile: il 6 Aprile del 2009 la terrà tremò in tutto l’Aquilano e come lui in tanti persero la casa.

A Pescomaggiore il comitato già creatosi per la rinascita del borgo decise di trovare una alternativa alle tendopoli o ai prefabbricati proposti dalla Protezione Civile, decidono di trovare una risposta locale e realizzare in auto-costruzione case più dignitose, più sane per l’uomo e per l’ambiente e danno inizio all’esperienza di EVA – EcoVillaggio Autocostruito.

Ci troviamo di fronte alle speranze di chi non vuole vedere morire un paese, ma allo stesso tempo alla difficoltà di concretizzare principi e valori in un sistema economico e sociale che rimane costantemente affamato e sembra non lasciare spazio, PER ORA, a questo prezioso seme di germogliare in tutta la sua bellezza.

Dall’Abruzzo ci spostiamo appena oltre il confine laziale nello stupendo borgo di Collalto Sabino, con oltre 400 abitanti, probabilmente uno dei borghi più belli e intatti di Italia. Qui andiamo a trovare Lapo, un nostro caro amico, che da un casale poco fuori il centro abitato, trova in questo borgo la possibilità di un percorso di transizione che riporti questo luogo a non vivere solo di turismo, e che non si fermi a mantenere la stupenda vetrina che regala ai suoi abitanti e visitatori, ma che possa riscoprire i vecchi saperi e farli rinascere con la consapevolezza che è necessario ritrovare la capacità umana di convivere con la nostra madre terra in rispetto e armonia.

Cerchio di Guerrieri Arcobaleno

18-21 Luglio: Parco Nazionale del Gran Sasso(Teramo in Abruzzo) – Abruzzo 

Di nuovo in viaggio, lasciamo l’Umbria e ci immergiamo nel paesaggio Abruzzese, capace di impressionarci, sorprenderci per la forte presenza di una natura selvaggia e bellissima.

“Combatteranno a cuore nudo, ognuno con quello che è, come foglie lontane sui rami, ma di un unico albero, una stessa radice… il sogno!”

Con un sogno comune una comunità temporanea si ritrova sotto lo sguardo dell’imponente presenza del Gran Sasso. Noi ci uniamo a loro, per imparare insieme a camminare su questa terra, in armonia, gratitudine e rispetto, metterci alla prova, spogliarci sempre più di quei bisogni indotti e ricordarci che quello di cui abbiamo davvero bisogno sia molto meno: una sorgente d’acqua, i prodotti della terra, e l’amore verso noi stessi e tutto il creato.

Ritroviamo una famiglia di oltre 300 persone, che raccolta in cerchio intorno a un fuoco sacro condivide il momento del pasto, musica, canti, poesia, si auto organizza e cerca di sviluppare una coscienza comune.

Un’ulteriore esempio di quanta energia si stia muovendo nel tentativo di trovare nuovi modi di stare insieme, di rispettare il pianeta, di illuminare il sentiero per intraprendere un percorso di evoluzione e di amore.